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Islanda e Wikileaks le risposte concrete alla Legge Bavaglio
Approvata in Islanda una legge che consentirà di diffondere in Rete qualsiasi documento di interesse pubblico
Mentre nelle aule del parlamento nostrano prosegue il contorto e criticato iter del ddl intercettazioni promosso dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano, noto ai più come Legge Bavaglio, nell'estremo nord europeo le decisioni in materia di libertà d'espressione e diritto all'informazione sono di tutt'altra natura. L'Islanda ha approvato la proposta avanzata dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir che, una volta entrata in vigore (serve un ulteriore anno e la modifica di 14 leggi attualmente vigenti), consentirà a chiunque di caricare sui server locali qualsiasi documento riconosciuto di interesse pubblico, anche nel caso in cui si tratti di informazioni riservate, secretate o la cui diffusione non è autorizzata dalla nazione di origine.
Il paese, che per numero di abitanti equivale a circa un quarto della città di Milano, compie dunque un ulteriore passo verso l'abolizione di qualsiasi censura in Rete a livello mondiale, senza però escludere il rischio di divenire piattaforma preferita per l'attività di calunniatori o disinformatori. A scongiurare quest'ipotesi c'è l'impegno di servizi come l'ormai celebre Wikileaks, che ogni qualvolta riceve documenti o informazioni, prima di procedere alla loro pubblicazione porta avanti un certosino lavoro di verifica delle fonti, in partnership con centinaia di collaboratori sparsi in tutto il pianeta.
A sostegno della sua posizione, Birgitta Jonsdottir spiega come sia importante non porre limiti alla libertà di diffusione e accesso alle informazioni, pena il "modificare la storia", per citare alla lettera le sue parole. Emblematico è il caso del soldato statunitense, attualmente detenuto sotto regime di arresto, che ha inviato di nascosto un filmato girato dalla US Air Force, nel quale è possibile vedere un elicottero infierire su civili iracheni erroneamente creduti terroristi e sui soccorritori accorsi successivamente in loro aiuto.
Con la nuova norma approvata, non solo chi carica informazioni su un server islandese non sarà perseguibile, ma qualora un'istituzione o un soggetto privato dovessero avanzare delle accuse nei suoi confronti, sarebbe possibile controbattere la denuncia di fronte a una corte dell'isola, dichiarandosi vittima di minaccia alla libertà d'informazione e d'espressione.
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