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Guida all'uso di Android 2.1 Eclair

Guida all'uso di Android 2.1 Eclair

La maniera più semplice e veloce per conoscere e configurare il vostro nuovo telefonino Android

  • 1 Nascita di un Androide

    Android nasce dalle menti di Andy Rubin, Rich Miner, Nick Sears e Chris White, co-fondatori di Android Inc., una piccola start-up acquisita nel 2005 da Google. Da allora passarono a lavorare per la "grande G", iniziando lo sviluppo di quello che sarebbe divenuto, da lì a qualche anno, uno dei più importanti sistemi operativi per dispositivi mobile.

    La prima versione di Android, basata sul Kernel Linux 2.6, è stata rilasciata il 5 novembre 2007 dalla Open Handset Alliance. Si trattava della 1.0, ancora del tutto immatura, tanto da suscitare più di qualche perplessità da parte degli esperti del settore. A questa hanno fatto seguito quattro "major release": 1.5 Cupcake, 1.6 Donut, 2.1 Eclair e la 2.2 Froyo, che hanno segnato la maturazione del prodotto, definendo al contempo Android come un continuo work-in-progress. Noi in questa guida analizzeremo, nello specifico, la versione 2.1 Eclair, attualmente la più diffusa sui telefonini oggi in commercio.

    I primi dispositivi arrivarono sul mercato a partire dalla fine del 2008. Il primo di questi fu il T-Mobile G1, commercializzato negli Stati Uniti dall'omonimo operatore telefonico, a un prezzo di 179 dollari con contratto biennale. Realizzato da HTC, si è trattato del capostipite della prima generazione di dispositivi caratterizzati da schermi con risoluzione da 320x480 e da una dotazione di RAM di 192-256 MB.

    La seconda generazione di "Androidi" nasce con il Motorola Droid, arrivato sui mercati internazionali a partire dal 6 novembre 2009 e seguito, dopo qualche mese, dal Google Nexus One. Crescono le potenze di calcolo  e cresce anche la risoluzione degli schermi, che raggiungono gli 800x480, così come la dotazione di RAM, che passa da 256 a 512 MB.

    È, forse, ancora presto per parlare di una terza generazione, tuttavia il Samsung Galaxy S sembrerebbe essere il precursore di quelli che saranno i dispositivi del futuro, grazie a una potenza di calcolo cresciuta sensibilmente rispetto al passato. Al chip ARM Cortex-A8 è abbinata una GPU PowerVR SGX540, capace di renderizzare 90 milioni di triangoli al secondo. Per avere un metro di paragone, la piattaforma Snapdragon raggiunge appena i 22 milioni, mentre la Sony PS3 i 250 milioni. Appare dunque evidente quale passo in avanti sia stato fatto e come questo possa aprire le porte ad applicazioni 3D impensabili fino ad appena pochi mesi fa!

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